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Italiani maleducati alla guida

Ma come si comportano nella realtà oggi i guidatori del Bel Paese? Sono educati o ancora un po’ sopra le righe? Il Centro Studi e Documentazione Direct Line – la più grande compagnia di assicurazione online – ha infatti chiesto agli automobilisti italiani come reagirebbero in caso di insulto e a chi si rivolgono quando sono arrabbiati. 

La tendenza più comune che emerge dalla ricerca è quella di prendersela direttamente con il conducente “colpevole”: il 67% del campione afferma, infatti, di essere direttamente apostrofato con termini poco civili da parte dei vicini di vettura; a seguire gli insulti a prefetti e istruttori di scuola guida rei di aver concesso la patente (“ma chi ti ha detto la patente!” 28%). Non se la passano bene nemmeno mamme e sorelle, prese di mira dall’11% dei guidatori arrabbiati.

Come reagiscono gli italiani al volante quando sono vittime di insulti? Fortunatamente più della metà degli intervistati si dimostra maturo e paziente: il 53% afferma di rimanere indifferente e non rispondere alle provocazioni. Purtroppo non tutti gli italiani sono civili e pazienti, infatti il 47% risponde per le rime o reagisce malamente agli insulti. Tra quelli che reagiscono spicca un 30% di quelli che rispondono insultando e urlando dal finestrino; più raffinato l’applauso ironico di un altro 30%, ma c’è addirittura un 28% che non conosce proprio l’eleganza e risponde alzando senza problemi il dito medio. 

Analizzando i dati per fasce d’età, si scopre che i più rissosi sono i conducenti tra i 25 e i 34 anni: il 45% cede alla tentazione di rispondere a tono insultando e urlando dal finestrino; dare libero sfogo al clacson è invece la risposta preferita dei 18-24enni (40%), mentre i 35-55enni preferiscono la sottile arte dell’ironia: a offrire il proprio applauso a chi li insulta è infatti il 38% dei guidatori tra i 35 e i 44 anni e il 45% degli over 45.

Pronti a rispondere per le rime insomma, ma cos’è che fa scattare gli automobilisti dall’insulto facile? A far arrabbiare è soprattutto l’eccessiva velocità, causa di critiche per il 19% degli intervistati, compensata dall’eccessiva calma recriminata al 13%. Ulteriori pecche che indispettiscono gli altri guidatori sono il nervosismo al volante (13%), il mancato rispetto delle distanze di sicurezza (11%) e la distrazione (10%). Inoltre, sempre secondo i dati del sondaggio Direct Line, il 9% degli intervistati ammette di essere vittima di insulti per le frenate improvvise, mentre un altro 9% per lo stacco della frizione scorretto. Maltrattati anche coloro che non utilizzano gli indicatori di direzione (5%) e chi non rispetta le precedenze (3%). Al riparo dalle offese 38% che afferma di non ricevere nessuna delle critiche precedenti.

“Gli insulti tra automobilisti sono, purtroppo, un classico delle strade trafficate delle nostre città. – commenta Barbara Panzeri, Direttore Marketing – Direct Line, che da sempre promuove la cultura di una guida sicura e civile, ha voluto simpaticamente richiamare l’attenzione su questo tema per far riflettere gli italiani sulle brutte abitudini alla guida che ancora resistono. È interessante notare però come più della metà degli intervistati si dimostri maturo al punto giusto da non rispondere alle provocazioni, evitando di alimentare le incomprensioni a favore di una fruizione rilassata, sicura e responsabile della strada.”

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